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lunedì 17 marzo 2014

L'aborto

E' l'interruzione premature della gravidanza. Questa può avvenire per cause naturali (aborto spontaneo) o essere provocata artificialmente (aborto provocato o interruzione volontaria della gravidanza)





Legislazioni sull’aborto
La legge italiana sulla IVG è la Legge 22 maggio 1978, n.194 (generalmente viene citata come "la 194”).
La 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge, di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.
Il prologo della legge (art. 1), recita:

“Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.”

Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna
La IVG è permessa dalla legge anche dopo i primi novanta giorni di gravidanza (art. 6):
·         quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
·         quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

La legge stabilisce che le generalità della donna rimangano anonime.
Questa legge è stata confermata dagli elettori con una consultazione referendaria il 17 maggio 1981.

Il mio parere

Io credo sia molto importante concedere alle donne la decisione di tenere o meno il bambino, soprattutto in casi come lo stupro o in casi in cui sia a rischio la salute o la vita della madre. Credo anche che però, se la donna è rimasta incinta a causa della mancanza di una protezione o di una “distrazione” all’interno della coppia, non debba ricorrere all’aborto. Nei casi di gravi problemi economici forse ricorrere all’aborto non sarebbe giusto, forse lo sarebbe mettere in adozione il bambino, per consentirgli comunque di avere una vita.

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